L'Alaskan Malamute è una di quelle razze che non si può capire davvero leggendo soltanto una scheda tecnica. Puoi sapere tutto sui suoi centimetri al garrese, sul peso ideale, sulla struttura ossea — e trovarti comunque impreparato il primo giorno che il tuo cucciolo decide che lui ha deciso di non tornare al richiamo.
Questo articolo è scritto da chi ci vive dentro ogni giorno. Non è una lista di caratteristiche copiata da Wikipedia: è quello che ho imparato (spesso a mie spese) convivendo con questa razza straordinaria e complicata.
Un cane da lavoro, non un cane da compagnia "classico"
Il Malamute è stato selezionato per secoli dai popoli Mahlemut dell'Alaska per trascinare slitte pesanti su lunghe distanze. Non per obbedire ciecamente a un padrone, ma per prendere decisioni autonome in condizioni estreme. Questa storia evolutiva si riflette ancora oggi nel suo carattere.
Non aspettarti la prontezza di un Border Collie o l'entusiasmo compiacente di un Golden Retriever. Il Malamute ti ascolta, ti valuta, e poi decide se quello che chiedi ha senso. Questo lo rende affascinante. Lo rende anche, a volte, tremendamente frustrante.
Affettuoso? Sì, ma a modo suo
Uno dei malintesi più comuni è pensare al Malamute come a un cane "freddo" o poco legato al proprietario. È vero il contrario. I Malamute sono profondamente sociali, amano stare con le persone e soffrono molto la solitudine.
La differenza rispetto ad altre razze è che dimostrano affetto con le proprie regole. Non è il cane che ti segue ovunque per casa con gli occhi spalancati. È il cane che si sdraia in un angolo della stanza dove puoi tenerlo d'occhio, che viene a controllare cosa stai facendo ogni mezz'ora, e che ti accoglie con un ululato di gioia ogni volta che rientri — anche se sei uscito solo cinque minuti prima.
Indipendenza: un tratto che non puoi ignorare
L'indipendenza del Malamute non è testardaggine nel senso dispregiativo del termine. È autonomia cognitiva: questo cane pensa da solo. È una qualità bellissima, ed è anche la principale sfida per chi lo addestra.
Funziona molto meglio con un approccio che lo coinvolga attivamente nella risoluzione di problemi — i giochi di naso, il lavoro in tiro, le attività che lo impegnano mentalmente — piuttosto che con la ripetizione meccanica di esercizi di obbedienza.
Il Malamute non ti vuole come capo perché hai detto di esserlo. Ti vuole come punto di riferimento perché ti sei guadagnato la sua fiducia.
La voce: preparati
Abbaiare poco, ululare tantissimo. I Malamute comunicano vocalmente con una varietà di suoni che va dall'ululato melodioso al "woo woo woo" conversazionale, dal grugnito di protesta all'urlo di eccitazione. Se hai vicini con pareti sottili, è una conversazione da avere prima di portare a casa un cucciolo.
È la razza giusta per te?
Il Malamute è la razza giusta se:
- Hai spazio, fisico e temporale, per farlo muovere molto ogni giorno
- Sei disposto a investire tempo nell'addestramento in modo costante (non occasionale)
- Apprezzi un cane con una personalità forte e sai come gestirla
- Non ti spaventa l'idea di muta abbondante due volte l'anno (e peluzzi per tutto il resto del tempo)
Potrebbe non essere la scelta giusta se cerchi un cane che obbedisca senza discussioni, che possa stare solo molte ore al giorno, o che non richieda attività fisica importante.
Nel prossimo articolo parleremo dell'addestramento del cucciolo di Malamute: i primi comandi, come impostare le regole fin dai primi giorni, e gli errori che ho fatto e che puoi evitare.